Dopo Pepsi, Jeep, Dove e Doritos (che addirittura gli ha dato risalto durante il Superbowl) anche Heinz si è affidata allo user generated content per la sua campagna televisiva. In sintesi, ha dato il via a un contest su YouTube in cui il pubblico è invitato a caricare spot Heinz autoprodotti (il migliore vincerà 57.000 dollari, mentre i primi cinque saranno trasmessi su qualche canale nazionale statunitense). L’idea, magari bella in partenza, non ha ottenuto però i risultati sperati. Finora, nessuno dei video sottoposti ha le caratteristiche per essere promosso commercial Heinz, almeno questo è ciò che ha comunicato l’azienda. Soprattutto, nessun video ha enfatizzato uno dei concetti storici di Heinz Ketchup, la sua consistenza, e cioè la difficoltà di far uscire la salsa dalla bottiglia. Il progetto, perdipiù, si è rivelato più dispendioso di energie di quanto l’azienda si aspettasse: solo il lavoro di selezione ha richiesto l’assunzione di un’azienda specializzata che scremasse i lavori prima che questi fossero sottoposti alla giuria composta dagli impiegati Heinz. Non solo: l’iniziativa è stata criticata dagli stessi consumatori di Heinz che hanno trovato la maggior parte dei video cheap e hanno interpretato l’iniziativa come un tentativo di risparmiare i costi della pubblicità. Chiude la questione Scott Goodson, chief executive di StrawberryFrog, che commenta: “questa campagna Heinz, come d’altronde le precedenti per Doritos, Converse e Dodge, dimostra semplicemente quanto risulta difficile fare del grande advertising.” Qui sotto uno dei video che stanno partecipando al contest. giudicate voi.
I 38 commenti gratuiti e incontrollabili al post di qualche giorno fa mi hanno fatto pensare. Il pubblico di questo blog è anarchico, delatore e un po’ carogna. O forse, più semplicemente, i creativi ogni tanto hanno bisogno di massacrarsi a vicenda. Seguo il mio istinto più basso e decido di fomentare questi sfoghi.
Si apre da questo martedì (in prova) il Fight Creative Club.
Prima regola del Fight Creative Club: spargi in giro la voce sul Fight Creative Club.
Seconda regola del Fight Creative Club: dato un argomento, si può scrivere ciò che si vuole (anche parlare male di me e di questo blog). Sono accettate polemiche e sarcasmo, tutto tranne la mancanza d’intelligenza e d’ironia.
Terza regola del Fight Creative Club: l’offesa personale è un colpo proibito.
Quarta regola del Fight Creative Club: bisogna firmarsi, anche solo con uno pseudonimo (altrimenti dopo un paio di commenti non si capisce più niente).
E ora via al tema del primo incontro: di chi è la colpa se la pubblicità italiana è ridotta così?









Eh già: si ferma in semifinale la corsa di mizioblog al


