Termina con questo post il resoconto su Cannes 2007. Lo so: poteva essere più esauriente, ma gli stimoli sono stati tanti e il tempo di fermarsi e scrivere davvero poco. Al contrario di molti altri italiani torno dalla Croisette pieno di ottimismo e di entusiasmo (in fondo sono andato là come turista;-). Il fatto è che ho visto/rivisto idee bellissime, sorprendenti, ben realizzate, e per uno come me che ama questo mestiere poco importa di che nazionalità siano. Torno infine con due belle conferme: in pubblicità la voglia di innovare e di trovare idee originali non morirà mai, e poi a Cannes vincono davvero i lavori migliori (si può discutere, come ho fatto anch'io, su un oro o su un argento, ma le campagne premiate sono davvero le più belle). Non voglio esprimermi sul motivo per cui gli italiani non abbiano succcesso a Cannes. Ho le mie idee, naturalmente, ma della pubblicità prodotta dal nostro paese me ne frega poco o niente (in fondo sono sempre stato fuori dai grandi giri). L'unica cosa che mi interessa è la qualità che riesce a esprimere la mia agenzia e come posso migliorarla giorno dopo giorno. Della situazione "Italia" voglio trasmettere solo una sensazione: mi sembra che da noi si respiri un clima di resa, di cinismo nei confronti delle possibilità di fare campagne che vengano apprezzate a Cannes. Si dà la colpa a tutto e a tutti. Tranne che a noi stessi. Tutti abbiamo l'ambizione di vincere un Leone d'Oro, quanti però sono disposti a sacrifici e a scelte coraggiose? Lamentarsi è facile. E ve lo dice uno che viene dalla patria del mugugno, la liguria. Ma io li ho visti i creativi che hanno vinto fior di leoni, e posso dirvi sono uguali a noi, non sono degli alieni. Sono passato vicino a David Droga e somigliava tanto al Bob Rock di Alan Ford. Voglio dire che i limiti che pensiamo di avere spesso ce li mettiamo noi stessi. Poi, sono consapevole che da noi è così facile, né che siamo visti in maniera particolarmente simpatica dai creativi delle altre nazioni, ma se partiamo già sconfitti che possibilità abbiamo? Parte un altro anno scolastico, proviamoci, ma questo vuol dire non arrendersi mai, sfruttare magari quell'unica possibilità che ci capita, e per quella battersi fino a rischiare di perdere il cliente o il posto. Dico di più: non dobbiamo farlo per sperare di vincere a Cannes, ma per la nostra dignità di persone e di creativi. Perché fare una cosa affascinante come il nostro lavoro e non cercare di farla al meglio è un atto criminale. Fine del pistolotto.
Il party più interessante a cui sono stato è stato senz'altro quello di shots, il giovedì sera. Se il prossimo anno andate a Cannes fate in modo di procurarvi prima di partire l'ingresso (agli abbonati arrivano 4 accrediti: fate in modo di essere uno dei prescelti all'interno della vostra agenzia). Il party è blindatissimo e si svolge sulla spiaggia del Majestic. Ti danno un braccialetto con due consumazioni, ma purtroppo non servono Negroni né altri superalcolici pesanti, così mi sono dovuto accontentare di due gin tonic. Il clima è assolutamente internazionale: sudafricani, inglesi, americani, giapponesi. Insomma, ci sono tutti tranne gli italiani: ne ho visti altri tre oltre noi. Livello di figaggine: a detta di tutti, cioè dopo aver consultato anche le ragazze che ci accompagnavano, il livello era elevatissimo nei ragazzi (naturalmente noi siamo stati subito esclousi dal sondaggio), mentre le ragazze sono state considerate scarsine (anche qui bisogna fare un'eccezione: si dice che una certa B. fosse fighissima, ma non si è palesata). Musica ottima: suonavano dal vivo i Goldfish, un gruppo sudafricano di musica elettronica. Se non li conoscete scaricateli. (qui sotto una foto capovolta per esprimere l'intontimento alla fine della serata, e anche per apparire più low profile).
A Cannes, finiti i party, i super tiratardi possono trovare acccoglienza nei bar degli alberghi. Al Carlton si riunisce il mondo anglosassone: americani, inglesi e qualche argentino sparuto che quest'anno andava a cuccare facendosi forza di qualche Leone conquistato. Ma per trovare la maggioranza dei latini bisogna spostarsi un centinaio di metri più avanti. Al Martinez, infatti, si trovano soprattutto gli italiani e gli spagnoli. Ma devo dire che il prezzo delle consumazioni è esuberante: 2 negroni, 36 eurini. Davanti al Martinez, poi, verso una certa ora, si forma una calca impresssionante e gli avvventori si confondono con quelli del bar Lachunga, praticamente un bordello a cielo aperto. Oltre alle prostitute storiche di Cannes, le leopardate per intenderci (una delusione per gli aficionados: la più vecchia delle due soffre di sciatica e ormai cammina zoppicando), bisogna stare attenti a non farsi sedurre da un paio di coppie di nigeriane. Dal Lachunga sono fuggito dopo aver comprato un pacchetto di Marlboro Lights per 10 euro.
Il party finale del Festival, quello che segue il Closing Gala, è stato come sempre un po' una delusione. Buffet sofisticato ma non commestibile. Concumazioni a go-go, ma solo vino e birra. Soprattutto brillavano le assenze. I super vincitori lo snobbano per rifugiarsi a festeggiare in qualche party super privato. Ma anche qui gli italiani erano pochini, si notava solo Micol Talso che, giustamente, sprizzava gioia da tutti i pori per la recente e prestigiosa vittoria alla Film Young Competition (c'era anche Mariangela Lacedra, l'altra vincitrice, a cui va tutta la mia simpatia nonostante il carattere un po' meno esuberante).
Il party più interessante a cui sono stato è stato senz'altro quello di shots, il giovedì sera. Se il prossimo anno andate a Cannes fate in modo di procurarvi prima di partire l'ingresso (agli abbonati arrivano 4 accrediti: fate in modo di essere uno dei prescelti all'interno della vostra agenzia). Il party è blindatissimo e si svolge sulla spiaggia del Majestic. Ti danno un braccialetto con due consumazioni, ma purtroppo non servono Negroni né altri superalcolici pesanti, così mi sono dovuto accontentare di due gin tonic. Il clima è assolutamente internazionale: sudafricani, inglesi, americani, giapponesi. Insomma, ci sono tutti tranne gli italiani: ne ho visti altri tre oltre noi. Livello di figaggine: a detta di tutti, cioè dopo aver consultato anche le ragazze che ci accompagnavano, il livello era elevatissimo nei ragazzi (naturalmente noi siamo stati subito esclousi dal sondaggio), mentre le ragazze sono state considerate scarsine (anche qui bisogna fare un'eccezione: si dice che una certa B. fosse fighissima, ma non si è palesata). Musica ottima: suonavano dal vivo i Goldfish, un gruppo sudafricano di musica elettronica. Se non li conoscete scaricateli. (qui sotto una foto capovolta per esprimere l'intontimento alla fine della serata, e anche per apparire più low profile).
A Cannes, finiti i party, i super tiratardi possono trovare acccoglienza nei bar degli alberghi. Al Carlton si riunisce il mondo anglosassone: americani, inglesi e qualche argentino sparuto che quest'anno andava a cuccare facendosi forza di qualche Leone conquistato. Ma per trovare la maggioranza dei latini bisogna spostarsi un centinaio di metri più avanti. Al Martinez, infatti, si trovano soprattutto gli italiani e gli spagnoli. Ma devo dire che il prezzo delle consumazioni è esuberante: 2 negroni, 36 eurini. Davanti al Martinez, poi, verso una certa ora, si forma una calca impresssionante e gli avvventori si confondono con quelli del bar Lachunga, praticamente un bordello a cielo aperto. Oltre alle prostitute storiche di Cannes, le leopardate per intenderci (una delusione per gli aficionados: la più vecchia delle due soffre di sciatica e ormai cammina zoppicando), bisogna stare attenti a non farsi sedurre da un paio di coppie di nigeriane. Dal Lachunga sono fuggito dopo aver comprato un pacchetto di Marlboro Lights per 10 euro.Il party finale del Festival, quello che segue il Closing Gala, è stato come sempre un po' una delusione. Buffet sofisticato ma non commestibile. Concumazioni a go-go, ma solo vino e birra. Soprattutto brillavano le assenze. I super vincitori lo snobbano per rifugiarsi a festeggiare in qualche party super privato. Ma anche qui gli italiani erano pochini, si notava solo Micol Talso che, giustamente, sprizzava gioia da tutti i pori per la recente e prestigiosa vittoria alla Film Young Competition (c'era anche Mariangela Lacedra, l'altra vincitrice, a cui va tutta la mia simpatia nonostante il carattere un po' meno esuberante).
postato da: mizioblog alle ore 22:42 | Link | commenti (14)
categoria:festival di cannes, cannes lions 2007
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