
Questo è uno dei post più off topic di mizioblog, ma il blog è mio per cui dovete sopportare tutte le mie assurde passioni. Stasera parte la seconda edizione della Coppa dei Marpioni (
qui potete leggere tutti i dettagli e oggi posterò ulteriori informazioni), ma una notizia ferale incombe sul mondo del calcio: il fallimento dello Spezia. Le cose stanno così: La Spezia è una delle città più economicamente depresse del nord Italia, però ha una delle tifoserie più calde e appassionate (ogni domenica nel catino del Picco si ritrovano quasi ottomila persone per assistere alle partite degli aquilotti). Dopo più di 50 anni, ed enormi sacrifici e sofferenze, il primo maggio del 2006 lo Spezia è stato promosso in serie B. Poi l’anno scorso si è salvato ai playout accedendovi disperatamente dopo aver battuto fuori casa la Juve nell’ultima giornata. Una cosa assurda e irripetibile, ma il karma dello Spezia è questo: sofferenza e salvezza al 90°. La battaglia di quest’anno, però, è ancora più difficile e importante. La presidenza si è sfaldata lasciando un bilancio fallimentare di 3 milioni e mezzo di passività. Naturalmente nessuno vuole comprarsi una squadra che milita in serie B, è terz’ultima in classifica e ha un sacco di debiti. La prospettiva è il fallimento, cosa che significherebbe cancellare dal mondo del calcio una squadra che ha più di 100 anni e ripartire da zero dai campionati dilettantistici. Ma la cosa emozionante è che la città sta tirando fuori il suo orgoglio e si sta cimentando in un’impresa assurda ma di grande coraggio: ricomprarsi la squadra.
“Lo Spezia siamo noi” è infatti un’iniziativa aperta al pubblico a cui stanno aderendo persone da tutto il mondo. E non solo spezzini. Carlo Verdone, ad esempio, è stato uno dei primi personaggi dello spettacolo che ha versato un contributo. Come augurio alla riuscita di quest’impresa disperata, posto alcune foto della promozione dello Spezia in serie B (solo due anni fa).
P.S. Ah, dimenticavo: naturalmente lo Spezia è la mia squadra ;-)


