Ecco: no, grazie.
Anche se le feste sono passate da un pezzo, c’è qualcosa che mi è rimasto indigesto fin da Natale. Questo spot non ha bisogno di grandi commenti, è sufficiente riportare alcuni stralci del comunicato ufficiale dell’agenzia…
(…) La comunicazione è incentrata sul Pandoro, e la creatività è completamente nuova (questo sì che si dice essere obiettivi, n.d.r.) di stile comico-grottesco, in totale rottura con il passato e con quella della concorrenza (i concorrenti tremano di paura per questo posizionamento rivoluzionario, n.d.r.).
(…) giusto al fine di richiamarli alla mente (chissà perché poi ce ne sarà motivo… n.d.r.), ricordiamo che i Valleluja sono quelli che hanno sempre voluto perseguire uno stile poliedrico (sarà, ma io li ho sempre visti fare la stessa cosa n.d.r.), che si mostra in personaggi e situazioni che prendono spunto dalla vita di tutti i giorni (se l’oratorio è la vita di tutti i giorni… n.d.r.): il loro spettacolo, rigorosamente originale (iperbole? n.d.r.) sia nei testi che nelle musiche, è formato da monologhi, pezzi musicali e tormentoni, che riprendono e raccontano perlopiù situazioni di vita quotidiana (tipo la gita a Lourdes… n.d.r.)
(…) Così, se il pubblico da un parte può ritrovare se stesso (ritrovare se stessi guardando i Valle Luja? n.d.r.) osservando nei personaggi le piccole o grandi nevrosi (termine improprio: quelle dei Valle Luja non sono nevrosi, semmai pscicosi, n.d.r.), dall’altra incontra personaggi strampalati che suscitano la risata (isterica, questo sì… n.d.r.) fin dal primo impatto. E lo spot Paluani ne è la conferma, infatti il claim tormentone coniato è “Grazie Paluani Grazie… Grazie Paluani Grazieeeee!” (Amen. N.d.r.).
Anche se le feste sono passate da un pezzo, c’è qualcosa che mi è rimasto indigesto fin da Natale. Questo spot non ha bisogno di grandi commenti, è sufficiente riportare alcuni stralci del comunicato ufficiale dell’agenzia…
(…) La comunicazione è incentrata sul Pandoro, e la creatività è completamente nuova (questo sì che si dice essere obiettivi, n.d.r.) di stile comico-grottesco, in totale rottura con il passato e con quella della concorrenza (i concorrenti tremano di paura per questo posizionamento rivoluzionario, n.d.r.).
(…) giusto al fine di richiamarli alla mente (chissà perché poi ce ne sarà motivo… n.d.r.), ricordiamo che i Valleluja sono quelli che hanno sempre voluto perseguire uno stile poliedrico (sarà, ma io li ho sempre visti fare la stessa cosa n.d.r.), che si mostra in personaggi e situazioni che prendono spunto dalla vita di tutti i giorni (se l’oratorio è la vita di tutti i giorni… n.d.r.): il loro spettacolo, rigorosamente originale (iperbole? n.d.r.) sia nei testi che nelle musiche, è formato da monologhi, pezzi musicali e tormentoni, che riprendono e raccontano perlopiù situazioni di vita quotidiana (tipo la gita a Lourdes… n.d.r.)
(…) Così, se il pubblico da un parte può ritrovare se stesso (ritrovare se stessi guardando i Valle Luja? n.d.r.) osservando nei personaggi le piccole o grandi nevrosi (termine improprio: quelle dei Valle Luja non sono nevrosi, semmai pscicosi, n.d.r.), dall’altra incontra personaggi strampalati che suscitano la risata (isterica, questo sì… n.d.r.) fin dal primo impatto. E lo spot Paluani ne è la conferma, infatti il claim tormentone coniato è “Grazie Paluani Grazie… Grazie Paluani Grazieeeee!” (Amen. N.d.r.).






