Direttore creativo, partner e fondatore di Enfants Terribles,
una delle più importanti agenzie pubblicitarie indipendenti italiane, sicuramente la più anomala, originale e irriverente.

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10/11/2006
Secondo appuntamento per S.C.H.I.F. (Spot Che Ho Insultato Ferocemente), e questa volta tocca a Parmigiano Reggiano.

Della comunicazione di Parmigiano Reggiano avevo un buon ricordo: non è facile trovare un prodotto mass market che riesca a comunicare in maniera simpatica. Ero convinto che gli spot degli anni scorsi facessero il loro sporco lavoro: forse non erano da Leone a Cannes, ma la multisoggetto della mucca che cerca a tutti i costi di entrare nella zona di produzione era gradevole, oltreché ben realizzata (ottima post-produzione). E’ stato quindi con stupore e senso di smarrimento che ho visto in onda questo piccolo capolavoro di non-sense (non nel senso positivo del termine).



Perché sostituire una comunicazione come quella della mucca con uno spot così? Vado a recuperare la dichiarazione del presidente del Consorzio di Parmigiano Reggiano, Giuseppe Alai: “La campagna di comunicazione si rivolge prevalentemente ad un pubblico giovane-adulto (e cioè a tutti, anche se contraddice l’avverbio appena utilizzato: prevalentemente; ndr) e vuole utilizzare un linguaggio simpatico e immediato, che, soprattutto con lo spot, si propone di coinvolgere il consumatore più sul piano emotivo che su quello razionale, perché al momento dell’acquisto sono più le corde emotive ad essere coinvolte." E va bene, dico io: le solite pippe di gergo-marketing che non vogliono dire niente. Ma non mi stupisco delle cose insensate o banali che dicono i markettari. Procedo invece con la mia ricerca e mi informo sull’agenzia che ha partorito questo piccolo aborto: Max Information. La stessa dell’idea della mucca (che poi era l’unico lavoro valido di quell’agenzia, amenoché non vogliate considerare creativi gli spot di Beghelli, DeLonghi, Meliconi, Riello, Roncato… bastano questi o devo continuare?). Forse ho capito, mi dico: quelli della Max Information hanno voluto uniformare Parmigiano Reggiano al loro particolare standard qualitativo: e cioè a idee del tipo “Chi gà sciugà il canal?” per Tasciugo DeLonghi, “L’ottimismo è il profumo della vita” per Unieuro, o “Non geli non scotti più mano” per Riello.  Ma per comprendere meglio i motivi di questo harakiri creativo, insisto e cerco i credits per informarmi su chi ha pensato la campagna: squadra formata da German Silva, Haitz Mendibil e Heki Mendibil con la collaborazione degli art R. Rodriguez e Gianluca Regnicoli. Ma com’è possibile? Dovete sapere che German Silva e i gemelli Menzikil sono la crème de la crème di Armando Testa (da qualche anno Max Information è un suo feudo). German Silva, in particolare, è il direttore creativo che Armando Testa ha ingaggiato dalla Spagna qualche anno fa per rilanciarsi e utilizzare un linguaggio più internazionale, inoltre ha un palmares incredibile di premi (più di 350) ed è riuscito, almeno sempre secondo me, a realizzare qualcosa di buono anche qui da noi: è suo lo spot di Lottomatica, quello con la canzone di Paolo Belli. E allora mi domando come sia possibile che abbia preso una cantonata del genere (sempre secondo me, è naturale) su Parmigiano Reggiano. L’unica giustificazione è che Silva, seppur bravo, si sia cimentato su un registro davvero difficile: il grottesco. Che è una cosina delicata, che quando lo sai maneggiare produce l’ironia, sennò un risultato patetico. A discolpa di Silva va detto che, essendo in Italia da poco, non poteva sapere che “Mamma Maria” è stata una delle canzone più trash dei già trash Ricchi e Poveri, e che quindi trash su trash produce difficilmente qualcosa di decente (De André cantava che dal letame nascono i fior, ma nemmeno lui avrebbe teorizzato che può nascere qualcosa di buono dalla merda della merda). La musica però non è sufficiente per giustificare il risultato: vedendo lo spot, i costumi, la scenografia, si ha sempre l’impressione di una cosa un po’ bulgara. Vado a vedere dove l’hanno prodotto e, manco farlo apposta, lo spot è stato girato proprio a Sofia e, per giunta, con i più importanti ballerini bulgari della National Opera di Sofia (caro German Silva, te le vai proprio a cercare, eh). Che dire di più? Verrebbe voglia di salvare qualcosina di questo spot, almeno in segno di rispetto di un creativo capace, ma come? Non ci si può nemmeno appellare al salvagente dell’originalità: non è la prima volta che il musical viene sfruttato in pubblicità. Ci ha provato Tonno Nostromo e, più recentemente, Riso Flora ci ha ammorbato per anni con il suo”signora miaaa”. Questi esempi passino, a Silva glieli possiamo abbonare: è probabile che non li conosca perché ai tempi non era ancora in Italia. Il commercial “Whopperettes di Burger King, invece, avrebbe dovuto conoscerlo eccome: è stato premiato quest’anno al Festival di Cannes dalla giuria Cyber. Guardatevelo: credo che paragonarlo a quello di Parmigiano Reggiano sia più eloquente di mille parole.



postato da: mizioblog alle ore 16:54 | Link | commenti (13)
Commenti
#1   12 Novembre 2006 - 21:35
 
non so fino a che punto volessi arrivare, ma perchè non diciamo chiaro e tondo che è una pessima ispirazione di "whoperettes" e che anche il bravo Silva si è piegato (così lo scagioniamo da ogni colpa) al "fallus clientis" ?
utente anonimo

#2   13 Novembre 2006 - 09:15
 
@utente anonimo.
Volevo solo dire che è uno spot che non mi piace affatto e mi stupisco che sia firmato da German Silva. Inoltre, dato che la copiatura consapevole è una cosa che non riesco nemmeno a considerare, potrei anche essere d'accordo con te: Silva si è piegato alla dura legge del cliente. Ma poi, pensandoci bene, mi sembra strano che il consorzio sia così aggiornato sui vincitori di Cannes. Chi lo sa cosa è successo davvero (come il caso Aqualtis portato fuori da Lillo Perri), rimane il fatto che questa volta Silva ha pestato una piccola merda. Capita a tutti.
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#3   14 Novembre 2006 - 14:38
 
Siccome il mio nome lo trovo scritto in mezzo ai tuoi commenti, pur non entrandoci molto sulla scelta creativa dello spot, ti/vi invito a trovare delle somiglianze tra lo spot della aspirapolvere inserito come parte delle campagne tv realizate dai "cattivi ragazzi" con uno spot (spero precedente per evitare figure di merda) della Miele.
Inoltre complimenti per la campagna match point. Unica cosa interessante trovata nel vostro portfolio.
Le critiche se non sono costruttive non servono a molto... pur condividendo qualche passaggio...
utente anonimo

#4   14 Novembre 2006 - 14:44
 
Sempre quello di prima.
è facile criticare quando non si conosce la realtà altrui... spesso più difficile di quanto si possa immaginare...
utente anonimo

#5   14 Novembre 2006 - 20:40
 
@ utente anonimo.
Se ho sbagliato a mettere il tuo nome fra gli ideatori della campagna, scrivimi che rettifico subito (ho trovato i credits in riviste di settore). Per quanto riguarda lo spot della Miele, non ce l'ho presente, dammi un riferimento preciso che così posso risponderti. Infine non te la prendere per le critiche, so bene quanto è difficile fare del buon advertising, soprattutto in Italia in questo momento, ma questo è uno spazio personale che riporta semplicemente il mio punto di vista (e non pretendo di essere infallibile). Io stesso ammetto di fare delle belle merde ogni tanto, ma sono anche consapevole che la capacità di scendere a compromessi è ciò che distingue un professionista da un dilettante. Comunque se vuoi riportare la tua esperienza su Parmigiano Reggiano, la accolgo volentieri e le do lo spazio che vuoi all'interno del blog. Aiuterebbe a capire i motivi per cui un'agenzia e dei creativi che stimo producano risultati al di sotto delle loro possibilità (magari uno spunto per comprendere meglio la dura realtà italiana).
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#6   15 Novembre 2006 - 08:24
 
Scusa lo sfogo di ieri ma sai com'è...
Non ne posso più di tutta 'sta roba del Parmigiano... hai ragione... purtroppo bisogna scendere a compromessi troppo spesso per questioni di necessita e questo ci porta spesso a rinunciare a campagne che sicuramente sarebbero molto più interessanti... ma i soldi sono l'unica lingua che purtroppo si parla in questo mondo...
è il tuo blog, e quindi puoi sprimerti come meglio credi.
Il bello e il brutto di ciò che facciamo è proprio quello, questioni di punti di vista... una forma d'arte insomma.
La mia sperienza su Parmigiano si è "limitata" (per così dire) allo sviluppo della nuova immagine corporativa e quindi dei nuovi packaging e quant'altro... dovrebbero uscire in questi giorni e mi farebbe piacere, se ti capita, di leggere qualche tua impressione al rispetto che leggerò con piacere.
Questo è il link per vedere lo spot di miele:

http://www.miele.cz/cz/miele-v-mediich/tv-spot.html

Il parragone è un po' tirato.
Poi sappiamo quante volte capita di avere un'idea e poi trovare che c'è già qualcosa di simile in giro... sono uno che pensa che la gente che fa questo mestiere è intelligente e orgogliosa fino al punto di non potersi permettere di copiare...
Scusa ancora.
utente anonimo

#7   15 Novembre 2006 - 09:18
 
@utente anonimo
Intanto complimenti per il riferimento allo spot Miele. Il fatto che tu conosca uno spot ceko (che io tra l'altro non avevo mai visto) significa che sei una persona davvero aggiornata. Non so quando quest'ultimo sia stato realizzato ma essendo ancora sul sito, credo che il nostro sia antecedente: Scoparello è uno dei nostri vecchi lavori più vecchi: risale al 2002. Per quanto riguarda il packaging di Parmigiano, non l'ho ancora visto, ma la prima volta che vado al supermercato ti prometto di darci un'occhiata. Se poi hai altre cose da segnalarmi scrivimi pure al mio indirizzo e-mail: mizio@enfantsterribles.net
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#8   15 Novembre 2006 - 09:38
 
Il vostro è precendente senz'altro.... già ieri in mezzo allo sfogo avevo inserito una piccola parentesi riservandomi il diritto alla figuraccia...
Ti scriverò volentieri se trovo qualcosa di interessante... ma sicuramente molte delle cose che possa trovare le conoscerai pure tu... comunque faccio sempre volentieri uno scambio di opinioni sul fantastico mondo della pubblicità.
La mia mail personale è jr.free@gmail.com se vuoi pure tu segnalarmi qualche cosa.
Il tuo sito lo conoscevo già, sai com'è, quando uno si sta guardando intorno alla fine si ritrova in giro con più o meno la stessa gente...
A presto.
utente anonimo

#9   16 Novembre 2006 - 10:26
 
mah.. il mio personale resoconto sullo spot prevede un paio di settimane di odio pesante, e sfocia trionfalmente in un'adorazione galattica per la canzoncina!
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#10   25 Novembre 2006 - 13:01
 
Perchè stupirsi? Si sa che questo german silva copia tutto ciò che fa!!
utente anonimo

#11   25 Novembre 2006 - 14:31
 
@utente anonimo
Non sono d'accordo. German Silva è un creativo valido e di talento, che ha già dimostrato di meritare la stima dei colleghi (350 premi non si vincono certo a caso). Ciò non toglie che tutti possiamo sbagliare o fare dei compromessi: se leggi il mio post di venerdì anch'io ho fatto outing. Perché l'ho criticato allora? Perché sarebbe troppo facile far notare la pochezza di certi spot orribili che girano per le private, e magari ideati da agenzie di provincia, credo che sia più interessante far capire che tutti possiamo pestare una piccola cacca, anche i creativi bravi. Perché il nostro è un mestiere difficile. Nonostante abbia criticato ferocemente lo spot di Parmigiano Reggiano, la stima nei confronti di Silva (anche se non lo conosco personalmente), rimane inalterata.
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#12   27 Novembre 2006 - 17:37
 
350 premi ??!! German Silva ha 35 anni. Mettiamo che lavori da 15. Vorrebbe dire che per 15 anni ogni anno ha vinto 23,33 premi, ogni mese 1,94 premi. Ferie e malattia compresi.
Una media altissima.
Complimenti all'Armando Testa per l'acquisto. D'altronde il cambio di stile si vede...
utente anonimo

#13   27 Novembre 2006 - 19:10
 
Estratto dal suo profilo sul sito adci: "... scelto come uno dei 3 migliori creativi dell’anno 2002 dai lettori della rivista CONTROL, ha al suo attivo più di 350 premi e menzioni in festival e competizioni creative tra cui spiccano CANNES, ONE SHOW, D&AD, CLIO, EPICA, ART DIRECTORS CLUB DI NEW YORK, SAN SEBASTIAN, FIAP, COMMUNICATION ARTS, EUROBEST, NEW YORK FESTIVALS, ART DIRECTORS CLUB D’EUROPA, ART DIRECTORS CLUB ITALIANO, ANUARIO DEL CLUB DE CREATIVOS ESPANOLES, etc...". E se pensi che sia incredibile che uno a 35 anni abbia vinto così tanto, allora prova a leggere il curriculum di David Droga ;-)
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