
E’ abitudine suddividere gli autori in due categorie: scrittori e narratori. I primi sono quelli che privilegiano la qualità e la ricchezza della scrittura al plot narrativo, i secondi quelli che invece antepongono la storia. E’ indubbio che Ian Mc Ewan appartenga alla prima di queste categorie e anzi, in tal senso, sia uno dei migliori scrittori contemporanei. Nonostante questo, a volte, riesce a combinare la sua scrittura con uno sviluppo narrativo molto coinvolgente. E’ il caso di romanzi capolavoro come
Espiazione (la cui trasposizione cinematografica ha appena vinto un Golden Globe come miglior film drammatico) e
Bambini nel tempo. Ma non è il caso, purtroppo, di
Chesil Beach. L’ultima fatica di Ian Mc Ewan risulta essere una noia colossale. Racconta della prima notte di nozze di due ragazzi inglesi alla vigilia della rivoluzione sessuale. Del loro fallimento dovuto all’ignoranza di tutto ciò che è sesso e alle inibizioni dell’epoca in cui vivono. Centotrentasei pagine che possono riassumersi così: un’eiaculazione precoce e un’irrisolta paura di essere penetrate possono rovinare irrimediabilmente un matrimonio. Ecco un piccolo estratto per farvi capire meglio.
“Era convinto a coinvolgere la sua lingua in una misteriosa attività privata, a sedurla in un odioso duetto senza parole, ma Florence riusciva solo a ritrarsi e a concentrarsi sulla volontà di non lottare, non opporre resistenza, non entrare in panico. Le passò per la testa un pensiero assurdo: e se gli avesse vomitato in bocca? Il matrimonio sarebbe finito lì, e lei sarebbe dovuta tornare a casa a spiegare tutto ai suoi. Florence capiva che quella storia della lingua, quella penetrazione, costituiva una messinscena su scala ridotta dell’atto, un tableu vivant rituale di ciò che ancora doveva venire, come il prologo di un vecchio dramma in cui si riassuma tutto ciò che sta per accadere.”Se volete un consiglio, evitate di leggere questo libro amenoché non siate fan sfegatati di Mc Ewan. Leggete invece i vecchi romanzi, quelli sì che valgono la pena.