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06/03/2008
immUna volta detto che è un buon film, che ha vinto 4 oscar e che andrebbe visto, si può anche dire che quest’ultima opera dei fratelli Coen non è esattamente un capolavoro. Il personaggio dello sceriffo, che dà il titolo al film, non riesce mai a guadagnarsi il ruolo del protagonista, così da dare una maggiore profondità alla storia. Forse la responsabilità è del montaggio, a mio parere sbilanciato. O più probabilmente del tipo di interpretazione scelta per interpretare appunto lo sceriffo: è talmente scazzato e disilluso che ogni volta che un primo piano di Tommy Lee Jones appare sullo schermo hai il timore che le sue grosse borse sotto gli occhi ti precipitino addosso e ti travolgano (sì, ero nelle prime file). Non a caso il film finisce con lo sceriffo in pensione, sempre più depresso, che parla alla moglie di un sogno trsitissimo fatto durante la notte. Viene da pensare che se il film anziché negli anni ottanta fosse stato ambientato ai giorni nostri, il protagonista avrebbe potuto prendersi il Viagra, divertirsi un po’ e superare la depressione (ne avrebbe tratto giovamento anche il film). Un personaggio invece indimenticabile, il vero mattatore, è il killer: uno psicopatico interpretato da Javier Bardem che gira per il Texas sud occidentale sparando tondini di ferro nel cervello della gente con una bombola di aria compressa. Geniale soprattutto l’idea di avergli messo in testa la parrucca di Raffaella Carrà tinta di scuro. Molto interessanti poi le riprese dei paesaggi. Come in Fargo i Coen utilizzano la vastità e la desolazione del territorio per esprimere la stasi della società americana e la lenta ma graduale perdita dei suoi valori.

A seguire, la recensione di Surry per Caramel.
postato da: mizioblog alle ore 07:36 | Link | commenti (4)
categoria:miziomovie
12/02/2008
american_gangsterFinalmente sono riuscito a vedere un bel film. Niente di eclatante, ma comunque una pellicola realizzata bene. Il regista è il grande Ridley Scott che, anche se non riesce nell’impresa titanica di ripetere cult come i precedenti Blade Runner, Alien, il Gladiatore…, non tradisce certo le aspettative. America Gangster è la storia di un malavitoso di colore che da Harlem conquista l’America grazie alla sua intraprendenza e al traffico di eroina dal Vietnam. Una specie di sogno americano al contrario che si spegne solo quando il protagonista incontra il solito poliziotto incorruttibile e, soprattutto, tradisce per amore (sì, la figa, sempre la figa) uno dei principi in cui credeva fin dall’inizio della sua carriera: l’umiltà. Ineccepibile la recitazione di Denzel Washington e Russel Crowe, sempre credibili e mai, nemmeno per un istante, sopra le righe. Insomma, Ridley è sempre una garanzia.





Questa settimana parte la rubrica YOUR HOME MOVIE. E cioè: avete visto a casa vostra un film che vorreste commentare e condividere con mizioblog? Scrivetemi e io vi posto la recensione. Ecco quella di Surry su Breakfast on Pluto.
postato da: mizioblog alle ore 08:04 | Link | commenti (4)
categoria:miziomovie, your home movie
24/01/2008
La sempre attenta Markettara mi segnala il trailer di Teeth, un horror che si basa su un'idea semplice quanto raccapricciante: cosa succederebbe se una studentessa scoprisse di avere un vagina che mostra i denti quando subisce una qualsiasi forma di violenza? Ho qualche dubbio sull'attendibilità della notizia, e cioè che il film sia vero, anche se sembra invece che sia uscito proprio questa settimana a New York e Los Angeles. Se volete visitare il sito di questo film assurdo, andate qui.


postato da: mizioblog alle ore 08:56 | Link | commenti (9)
categoria:miziomovie
21/01/2008
lust_caution_500Da un film intitolato Lussuria mi sarei aspettato di tutto tranne che me lo facesse ammosciare (scusate il francesismo). Sono andato a vederlo un po’ da sprovveduto, fidandomi del consiglio di un’amica e soprattutto del fatto che avesse vinto il Leone d’Oro a Venezia (avrei dovuto sospettare per questo?). Una volta seduto in sala, e cioè troppo tardi, ho realizzato che il regista era Ang Lee, lo stesso di Brockeback Mountain. Ora: io credo di essere uno dei pochi a cui quel film non è piaciuto. L’idea di fondo era originale (due cowboy che invece di fumare Marlboro giocano al dottore), ma per il resto l’ho trovato lento, con una trama inconsistente e soprattutto gratuito. Avevo avuto l’impressione che il regista fosse un furbacchione che avesse speculato su un tema interessante, ma lo avesse realizzato senza essere in possesso della sensibilità necessaria. Tutti i personaggi messi in scena, infatti, hanno una psicologia da soap opera. La stessa identica impressione mi è stata confermata da Lussuria, seduzione - tradimento. Già la traduzione del titolo, sembra una sfilza di tag a cui manca solo aggiungere Champions League per attirare più pubblico. Comunque, per tornare al film: durante tutto il primo tempo non succede nulla, tanto che ti chiedi perché si intitoli Lussuria e non Polpettone Cinese. Siamo infatti a Hong Kong negli anni ’40 e Wang Jiazhi, una giovane donna militante nella resistenza cinese, deve sedurre Mr. Yee, un potente politico che collabora con i giapponesi. All’inizio del secondo tempo riesce finalmente a sedurlo e iniziano a fare sesso, prima in maniera violenta e poi sempre più passionale. Tanto che a un certo punto lei dice disperata ai suoi compagni (parole testuali): “lui entra dentro di me, e mi fa male (che sia una metafora?). Finisce naturalmente nel modo più scontato possibile (vi racconto la fine così vi passa la voglia di vederlo): il giorno in cui i suoi compagni devono uccidere Mr. Yee, lei avverte il suo amante e gli confessa di essere una militante della resistenza. Così, invece di tradire il cattivone, tradisce i suoi amici e finisce lei stessa in una cava davanti a un plotone d’esecuzione. Per concludere, ecco il quesito della settimana: cosa pensate che possa succedere a Wang Jiazhi a questo punto? A) Muore fucilata per il suo pseudo-amore. B) Viene salvata all’ultimo momento da Mr. Yee che si pente di collaborare con i giapponesi e scappa con lei alle Bahamas? C) Viene salvata dall’elicottero americano uscito per salvare i due soldati di Leone per Agnelli, inutilmente, e che siccome passava di lì…
postato da: mizioblog alle ore 18:26 | Link | commenti (6)
categoria:miziomovie
15/01/2008
imagesUn Robert Redford con gli occhi iniettati di collirio Alfa e una fila di denti assolutamente perfetti (ma che non sono suoi) è attore e regista di questo Leoni per Agnelli. Robert è talmente invecchiato rispetto all’ultima volta che è apparso sul grande schermo che per tutto il film ho temuto che il suo viso si incartapecorisse fino ad accartocciarsi. E sospetto che sia stata proprio una scelta voluta dai produttori, per evitargli i problemi di mobilità soliti della vecchiaia, che la storia si sviluppa tutta su 3 set interni. L’ufficio di un deputato rampante e scaltro (Tom Cruise) che sta concedendo un’intervista a una vecchia ed ex utopica giornalista (Meryl Streep). L’ufficio di un docente universitario (Robert Redford appunto) che fa un pistolotto di un’ora al solito studente che avrebbe enormi capacità ma che non si impegna abbastanza e preferisce drograrsi, trombare e viaggiare sul Mercedes di papà (e come dargli torto?). E infine il picco di una montagna dell’Afghanistan, riprodotta in cartonato, in cui due soldati americani (guarda caso un nero e un ispanico) muoiono per la Patria con grande dignità (io direi coglionagggine): una volta finite le munizioni si alzano in piedi e si fanno falciare dalle mitragliate dei talebani. Insomma, un film che manca assolutamente d’azione e basato esclusivamente sui dialoghi. E, forse anche per questo, sarebbe stato utile che Robert si affidasse a qualcuno bravo a scriverli, i dialoghi. Invece Leone per Agnelli si riduce a una noiosa menata retorica sul tema dell’impegno: siamo leoni governati da agnelli, per cui dobbiamo tornare a impegnarci in prima persona nella politica, nella società civile e sul lavoro. Peccato però che Robert si sia concentrato sul messaggio fregandosene della realizzazione. Ma forse è il solito problema della vecchiaia: le persone anziane fanno e dicono le cose fregandosene di quello che può pensare la gente.
postato da: mizioblog alle ore 07:49 | Link | commenti (4)
categoria:miziomovie